Caffè freddo e coffee drinks

Non solo hot coffee: oramai il caffè spopola anche freddo, soprattutto nella bella stagione, dando vita a bevande più o meno elaborate, rinfrescanti e gustose.

I metodi di preparazione più diffusi consistono nel lasciare raffreddare il tradizionale caffè caldo estratto con la macchina espresso, per versarlo poi in un bicchiere con ghiaccio o nello shaker (insieme a zucchero, ghiaccio e talvolta anche liquore a piacere).

Tipiche del Sud Italia sono anche preparazioni come la granita al caffè servita con panna o il mezzo freddo in Sicilia e il caffè in ghiaccio con latte di mandorla in Puglia.

Se nei nostri bar è sempre più comune il bicchierino di crema di caffè, la moda d’oltreoceano è extra-large: il frappuccino si ottiene ad esempio frullando ghiaccio, latte, caffè, zucchero liquido e panna o gelato, guarnendo a piacimento con creme o spezie come vaniglia o cannella; l’iced coffee è invece un caffè lungo americano con ghiaccio.

La vera tendenza nel mondo del caffè freddo è tuttavia rappresentata dal cold brew: mentre per le altre preparazioni si parte dall’hot coffee, il cold brew è una tecnica di estrazione a freddo, che richiede tempi molto lunghi (dalle 8 alle 10 ore), ma che consente di ottenere una bevanda più digeribile e aromatica con pochissima caffeina, in quanto il caffè viene attraversato da circa 8 gocce d’acqua ogni 10 secondi. La bevanda così estratta può essere inoltre conservata in frigorifero per 2/3 giorni.

Non meno importante lo scenario offerto dall’arte della mixology: coffee drinks come l’Espresso tonic (preparato con un doppio espresso, acqua tonica e ghiaccio) sono diventati ormai un must, mentre i bartender si dilettano creando cocktail come l’Espresso Martini, il Negroni o l’Americano al caffè, Irish Coffee.